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STATEMENT

 

Creo i miei lavori soprattutto con essenze erbose delle quali scelgo le caratteristiche estetiche e vegetative. Mi piace l’erba perché

apparentemente povera, semplice; perché, se non curata, reincorpora l’opera. Essa cresce, si evolve e ha bisogno di attenzioni e di cure, come ogni essere vivente, per non deperire. Ha bisogno di acqua, di luce, della giusta temperatura. È una porzione di vita incorniciata, un essere con una propria storia e un proprio percorso, nato per il felice incontro di fattori diversi. Sebbene stia appesa a una parete, come una qualsiasi opera d’arte, essa non è immobile, silenziosamente, con lentezza, i suoi germogli crescono, si modificano, mutano colore e forma, possono ammalarsi, ingiallire, seccare, morire o vivere. Il mio lavoro riesce solo se incontra chi condividendone lo spirito, vuole prendersene cura, iniziando un nuovo tipo di rapporto con l’artista, non univoco. Possedere un’opera di questo tipo significa per entrambi, artista e collezionista, iniziare un percorso comune in cui il primo fa da guida nella cura, nel taglio, nel nutrimento dell’opera e il secondo ne segue la crescita e l’evoluzione attraverso un rapporto diretto e fisico che gli permette di acquisire una nuova sensibilità verso il "vivente". Nella mia ricerca artistica cerco di esprimere con forza e coerenza, senza far ricorso alla parola o ad installazioni di matrice troppo concettuale, la mia idea di rispetto dell’ambiente. Le opere con l’erba sono incorniciate per una scelta un po’ “retrò”, a volte ironica, e per sottolineare che non si tratta di giardinaggio o design. Le mie esperienze artistiche di scultura, pittura e installazione confluiscono in queste opere senza la ricerca di una categoria precisa o della riconoscibilità di uno stile. Mi interessa invece l’immediatezza dell’arte e della sua lettura, prediligo l’aspetto innovativo ea volte spettacolare dell’arte, le geometrie astratte, l’estetica minimale ed anche figurativa.

 

I essentially create my works with herbal essences that I choose for their aesthetic and vegetative characteristics. I like grass because it's apparently so poor, simple; because, if not maintained, it takes over the work. It grows, evolves and needs attention and care as any other living being in order not to perish. It needs water, light, proper temperature. It is a framed piece of life, a being with its own history and its own path, born from the happy meeting of different factors. Although it is hanging on a wall, like any work of art, it is not still. Silently, slowly, its shoots grow, change color and shape, can get sick, yellow, dry out and die or live. My work is successful only when meeting someone who can share its spirit, taking care of it and start a new kind of relation, non-univocal, with the artist. Owning a piece of art like this means, for both artist and collector, starting a common route in which the first acts as a guide in maintaining, cutting and feeding the work while the second follows its growing and evolution through a direct and physical relationship that allows the acquisition of a new sensibility towards "nature". With my artistic research I try to express in a powerful and coherent way, avoiding words or conceptual installations, my idea of respect for the environment. My grass works are framed as for an old-fashion style, sometime ironic, and to remark that they're not gardening or design objects. My experiences in sculpture, painting and installations, come together in these works, with no need for a precise category or recognizable style. What I pursue is immediacy of art and of its reading with preference for innovative and sometime spectacular aspects, for abstract geometries, minimalist and also figurative aesthetics.

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